A meno che tu non sia Giuliana Sgrena

La schiena dritta di Girone è un cazzotto in faccia a questa Italia schifosa

«L’Italia è bella, amo l’Italia, ringrazio tutti, siamo un bel moncler outlet online uomo popolo». Le prime parole di Salvatore Girone, marò, di nuovo italiano. Un cazzotto in faccia alla Repubblica di Arlecchino, servitore di due padroni, moncler donna pusillanime.

Divisa perfetta, saluto militare a chi ha le chiavi della patria in mano, a chi ne regge il trono ma non ne rappresenta l’anima.

La schiena dritta di Salvatore Girone ricorda quella strana, antica sensazione di (cosa significhi) essere italiani. Riporta ad una dignità superiore che un tempo abitava queste terre, non solo popolate da mafiosi e corrotti, da disonore e pessimi esempi, da paraculi, strozzini e raccomandati. Da vigliacchi.

Gli italiani la schiena dritta ce l’hanno sempre avuta. Ce lo siamo dimenticati, sicuro, perché abbiamo perso l’abitudine all’italianità, a ricordarci di noi e della nostra storia, dei suoi uomini, confusi nell’idolatria della Tecnica. Essa non conviene, evidenzia la moncler bambino saldi pochezza moncler saldi outlet dell’oggi, non produce denari e rinforza moncleroutlet-i lo spirito nazionale, outlet moncler non si può fare.

La compostezza è una vittoria, di questi tempi. Poteva moncler saldi uomo essere un Girone infernale di moncler saldi polemiche. L’abbandono, la pochezza diplomatica, la svogliatezza, le prese per il culo contro i marò, un vero e proprio tormentone, dalle pagine Facebook, moncler outlet serravalle alle imitazioni tv, fino alle frasi scritte sui muri, le accuse. A meno che tu non sia Giuliana Sgrena, Vanessa e Greta, o un prodotto del progressismo, meno romantico, meno nostalgico, meno teatrale, secondo loro. L’odio, la frustrazione, avrebbero dovuto calcare la scena, come ignobilmente accade per ogni foglia che si muove al vento, da queste parti. Ma non c’è stata soddisfazione per i macellai mediatici, né per il regime del belpensare. Non offrirsi alla strumentalizzazione, non cadere moncler uomo nella sciatta superficialità, mantenendosi integro fino in fondo. Militare, piumini moncler uomo fedele. Non nutrire la bestia italica.

Nell’Italia di Falcone piumini moncler saldi e Borsellino, dei martiri moncler outlet trebaseleghe di Nassiriya, nelle parole estreme di moncler bambino outlet Fabrizio Quattrocchi, nel richiamo all’ordine del comandante Gregorio De piumini moncler Falco, nei voli nello spazio di Samantha Cristoforetti, nella schiena dritta di Salvatore moncler outlet Girone, voglio vedere la generazione di un nuovo esempio, di uomini, che nutra le nuove leve di italiani e gli ricordi l’onore, l’umanità, la dignità nel caos di questa incredibile farsa spacciata per patria, in questi 2000 vuoto a perdere, in cui muoiono piumini moncler outlet gli esempi collaudati, le certezze di un’identità, di un’epoca. Anni in cui comunque stiamo facendo la storia ma senza accorgercene come fosse un fatto estraneo al nostro tempo, a noi, come se la storia si fosse fatta solo nel piumini moncler scontatissimi passato o fosse solo l’ennesima notizia, l’ennesima breaking news. Estranei a noi stessi, perdiamo pezzi, costretti ad adorare il ricordo, ricordare la morte, ignorare il presente.

Emanuele Ricucci, classe ’87. un giovanotto di quest’epoca disgraziata che scrive di cultura per Il Giornale ed è autore di satira. Già caporedattore de «IlGiornaleOFF», inserto culturale del sabato del quotidiano di Alessandro Sallusti e nello staff dei collaboratori «tecnici» di Marcello Veneziani. Scrive inoltre per Libero e il Candido. Proviene dalle lande delle Scienze moncler outlet online shop Politiche. Nel moncler outlet online shop tentativo maldestro di ragionare sopra le cose, scrive di cultura, di filosofia e di giovani e politica.

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